Arte

L’arte incisioni e pittura

ritratto fanciulla

L’arte in città di Canzo.

Dal 12 al 27 Agosto in Parco Barni di Canzo si apre la mostra “Gli occhi delle fanciulle in fiore” incisioni e pittura.

L’artista Daniela Porro  è nata a Saronno, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, la Scuola di Arti incisorie a Milano per otto anni e la Scuola di ceramica a Sargadelos in Spagna.

Tra le mostre personali che meritano di essere ricordate si possono citare:

una delle prime alla sola età di anni 22,

presso  il Castello di Merate,

San Remo, Museo dell’Ombrello a Gignese

1994 Biblioteca Sormani a Milano

2002 Lido di Lenno con scenografi1

2009 Palazzo del Broletto di Como

2012 Teatro Olimpico Roma

2012 Biennale Castello Estense di Ferrara

2014 Ca’ Zanardi a Venezia

2014 Maison D’Art Carla d’Aquino a Padova

2014 Scuola della carità a Padova Maison D’Art

2014 International Art in Venice

2014 Venezia Misteriosa

2014 Treviso Auditorium “Mario del Monaco”

2015/2016 Biblioteche Colverde

2016 Spazio Natta Como

2016 Casta Diva Resort Como

2017 Biennale Venezia

Gli occhi delle fanciulle in fiore della pittrice  Daniela Porro

Rimarrà aperta dal 12 agosto la mostra personale di una pittrice dal tocco originale che fi ltra nelle sue opere la lezione degli artisti del passato per raccontare la bellezza, l’umanita la forza delle donne di oggi. Una bellezza che non è solo linee e colori ma è simbolo d’interiorità. Camminando fra le sue tele dipinte con giovani fanciulle ed eleganti signore, i nostri occhi si appoggiano su un caleidoscopio di colori delicati e luminosi che recano una immagine simile alla primavera della vita. Gli occhi delle modelle sono grandi, molto spesso di colore chiaro e sembrano guardarci mentre ci muoviamo. Apparentemente uguali, i loro sguardi sono diversi, caratteristici di ognuna di esse del loro sentire fatto di attesa e di domande appena accennate. Sono donne che rifl ettono mentre un velo di malinconia scorre su qualche volto più pensoso. Qualcuna osserva il mondo con attenzione, un’altra attende ferma e silenziosa sulla zattera ra di un fiume  e c’è chi interroga l’interlocutore e si affi da ai suoi occhi per capire il mistero del tempo che trasforma quotidianamente la vita che ci circonda. Nelle donne di Daniela ritroviamo la luce dei nostri Macchiaioli a Parigi che hanno respirato il clima e i colori di quella città:  i famosi Monet, Degas, Renoir e… Berthe Morisot. Confrontando le tele della Morisot e di Mary Cassatt, due delle più famose impressioniste, possiamo osservare come i soggetti siano ora mutati non  solo perché compaiono con più frequenza giovani fanciulle, ma perché le vediamo assorte, immerse nei loro pensieri. Sono volti di singole ragazze o donne più mature, non neccesariamente impegnate in qualche attività o assieme a dei bambini, ma colte nei momenti che precedono o seguono un’azione: in meditazione. Il colore lascia invece posto al disegno preciso nelle bellissime incisioni dell’artista, la cui linea rivela la sua forza e vitatà. Mia madre mi ha insegnato a disegnare, era una brava ceramista che amava l’azzurro e il color oro e – racconta la pittrice  – mio nonno materno era un bravo scultore… ha lasciato in alcune chiese lombarde degli organi molto belli, come l’organo della Chiesa di Lurago Marinone e l’organo della Chiesa di Olgiate Comasco, gli stemmi della Torre rossa sull’autostrada per Bergamo e l’Esedra di Lecco.

 

Patrizia Lazzarin 2014

Ha scritto di lei, con parole che hanno saputo cogliere anche la sua anima, il famoso critico teatrale Ugo Ronfani: Daniela Porro finisce per dare vita, nell’insieme, ad un teatro dell condizione femminile che è anche una rappresentazione del suo modo di partecipare, come donna, alle realtà e ai sogni della vita. Quei volti assolti, quelle labbra schiuse a pronunciare parole inudibili, quei capelli e quei corpi sfi orati dal senso panico della natura, e quelle solitudini nei palazzi delle feste o nelle ombre dei boschi, quegli abbandoni alla danza o al sonno”. Resta ancora da dire, per concludere, che Daniela Porro può raggiungere questi esiti espressivi perchè si è dotata, con lo studio, di una tecnica sicura, approfondita con applicazione paziente, soprattutto nel campo diffi cile dell’incisione a punta secca, e che dall’affi namento tecnico ricava mobidezza intensa del segno, l’avvolgente gioco dei chiaroscuri, l’aura sospesa di un suo realismo magico.

Comune di Canzo

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